| Presentato il dossier Caritas: circa 300mila ingressi l'anno
Livello di istruzione dei migranti più alto della media nazionale In Italia 2,8 milioni di stranieri e fra dieci anni saranno il doppio Nel 2004 potrebbero essere morte in mare più di 500 persone La Chiesa Boccia i Cpt: "La repressione non è la soluzione"
ROMA - In Italia ci sono quasi tre milioni di immigrati regolari, il doppio rispetto al 2000. E un nuovo raddoppio è atteso fra dieci anni. La previsione è contenuta nell'annuale dossier della Caritas/Migrantes, presentato oggi a Roma dal titolo: "Immigrazione è globalizzazione". Il rapporto riserva anche delle sorprese: gli immigrati sono più istruiti degli italiani. Modello Canada. La popolazione straniera (48,4% sono donne, ovvero 1.350.000) sfiora il 5% del totale, in linea con la media europea: "Siamo un grande paese di immigrazione", sottolinea il rapporto. E' il Canada, dove la presenza straniera è così forte da incidere per un sesto sulla popolazione, il modello più probabile verso il quale si sta dirigendo il nostro paese. I flussi. Tendenzialmente, i potenziali flussi di ingresso ammontano a 300mila persone l'anno. Tenuto conto che, nel 2004 gli ingressi per insediamento stabile sono stati 132mila; nel 2005 i ricongiungimenti familiari sono stati stimati in 100mila e la richiesta di lavoratori extracomunitari, fra fissi e stagionali, è stata di 240mila. Graduatoria Ue. Gli stranieri che si trovano in Italia (9 su 10 per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare) sono per lo più lo stesso numero di quelli che ci sono in Spagna e Gran Bretagna. Nella Ue veniamo subito dopo la Germania (7,3 milioni) e la Francia (3,5). Più di un decimo dei 23 milioni di immigrati nella Ue si trova nel nostro paese. Le città. Grandi città come Roma e Milano sfiorano o superano l'incidenza del 10%, come avviene in diverse metropoli europee. I figli degli immigrati, quasi mezzo milione, sono circa un decimo delle nascite totali in Italia e più del 4% della popolazione studentesca. L'immigrazione è più concentrata al Nord (59%), mediamente presente al Centro (27%) e si riduce nel Mezzogiorno (14%). La provincia più 'femminilizzata' è Napoli (62,3%). Si calcola che una donna straniera su 10 sia nata in Italia. Provenienze. Quattro immigrati su dieci che entrano per motivi di lavoro provengono dalla Romania. Albania, Marocco e Polonia. Chi arriva tende ad insediarsi in maniera stabile: si calcola che il 30% dei soggiornanti si trova qui da più di cinque anni. Si tratta di circa 800mila persone, dei quali metà dovrebbe avere la carta di soggiorno. Primo paese di provenienza è la Romania (37,2%), seguono il Marocco (20,1%) e l'Albania (16,8%). Lavoratori. Il dossier stima che i lavoratori stranieri sono 2.160.000, ossia il 9% delle forze lavoro e che il tasso medio di disoccupazione sia vicino all'8% registrato per gli italiani. Prevalgono i contratti a termine e quelli a tempo parziale mentre sono ridotti gli impieghi ad alta qualifica (solo 1 su 10, tre volte meno degli italiani). Quasi la metà degli stranieri sono impiegati nei servizi, il 44,8% nell'industria, il 5,9% nell'agricoltura. Mezzo milione di donne straniere lavora nelle nostre case come collaboratrici domestiche a fronte delle 100mila italiane. Studenti e ricoveri. Gli studenti universitari stranieri sono 35.299 (57,4% sono donne), l'1,9% sul totale degli iscritti. La salute rappresenta un punto debole degli immigrati. Nel 2003, il numero totale dei ricoveri di pazienti non italiani è stato di 401.069, con un aumento del 41,2% rispetto al 2000. Nei due terzi dei casi si è trattato di donne. Religione. Circa la metà degli immigrati sono cristiani (20,3% ortodossi e 22,6% cattolici). I musulmani sono il 33% e gli ebrei lo 0,3%. I fedeli di religioni orientali sono il 4,3%. I sacerdoti stranieri (sono per lo più a Roma) sono oltre 25 mila. Case e mutui. Aumentano poi gli immigrati che acquistano un appartamento: 1 casa su 8 ha per compratore uno straniero; il 29,9% compra pagando in contanti mentre il restante 70,1% ricorre al mutuo. I mutui ipotecari concessi ad immigrati sono aumentati dal 2001 al 2004 del 66% e i prestiti personali del 40,8%. Istruzione. Gli immigrati sono mediamente più istruiti degli italiani. I laureati sono il 12,1% mentre tra gli italiani sono solo il 7,5%. Primato anche per gli altri titoli di studio. I diplomati stranieri sono il 27,8% contro il 25,9% di quelli italiani e i possessori di licenzia media stranieri il 32,9% contro il 30,1%. Tra le donne, poi, il livello di istruzione è persino "molto più alto". Irregolari. In leggera diminuzione i rimpatri degli immigrati irregolari. Il dossier ha registrato un calo di circa il 5% in un anno. Inoltre la maggioranza degli irregolari che arrivano in Italia lo fa via terra e non via mare, come farebbero pensare le frequenti notizie di sbarchi sulle coste nazionali. A ricorrere ai gommoni è appena il 10 del totale. Morti in mare. La Caritas ipotizza che nel 2004 le persone morte in mare per raggiungere l'Italia sono "molto di più" di 500, dato ipotizzato per i decessi di irregolari che volevano raggiungere le coste spagnole. Tuttavia, sempre nel 2004, sono sbarcate in Italia 13.635 persone, in prevalenza nei mesi estivi, con la punta massima di settembre (quasi 3 mila persone). Un fondo Ue. Nel prossimo bilancio europeo farà la comparsa per la prima volta un fondo per le politiche sull'immigrazione pari a un miliardo e 700 milioni di euro. E' la proposta che avanzerà il vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini, secondo quanto ha lui stesso annunciato. Frattini ha poi sottolineato che "il rimpatrio dei clandestini deve avvenire sempre nel rispetto della dignità della persona". No ai Cpt. La Chiesa 'boccia' i Centri di Permanenza Temporanea. "Non abbiamo mai creduto, e i numeri ci danno ragione sia in Italia che nell'Unione europea, che la repressione da sola sia una soluzione", ha affermato monsignor Francesco Montenegro. Il presidente della Caritas italiana si è detto "turbato" nel leggere "i resoconti sui traffici di manodopera, sui rimpatri nei paesi convenzionati, sui soggiorni nei Centri di permanenza temporanea". (27 ottobre 2005) |